13Sin da tempi antichi fino a cinquant’anni fa il Mulino rappresentava una delle più importanti risorse per il sostentamento alimentare della popolazione nella Val Bràtica. Fu costruito su un lieve pendìo tra due torrenti, il Canalaccio ed il Bràtica, posizione strategica per sfruttare l’inclinazione naturale che permetteva di deviare l’acqua dal primo corso per riempire il fossato a cisterna sopra la casa, incanalarla tramite delle chiuse sotto due archi (ancora esistenti) per muovere le pale che attivavano le macine e farla discendere verso il secondo.

I luoghi

 

Questo territorio appenninico ha dato vita, sin dall’età pre-romana, a paesi e comunità10 di cui ancora oggi sono vive le impronte. Liguri, Romani, Longobardi hanno lasciato nelle infrastrutture civili, negli usi e nella lingua, segni di un paesaggio che ha caratterizzato la fisionomia della montagna; nella toponomastica, infatti, dall’espressione mediolatina “Montium Curtes” (le corti dei monti) sembra trarre origine l’attuale nome del paese principale, Monchio delle Corti, sede del Comune. La varietà di chiese, all’interno e nelle prossimità delle quali è possibile rinvenire opere di notevole interesse artistico (oratori, maestà), testimoniano il dominio temporale dei vescovi di Parma dal 941 d.C. fino al 1805. Un’impronta di questo potere è ben visibile nel paese di Lugagnano, dove è ancora possibile vedere il ponte fatto ricostruire dal vescovo Ferdinando Farnese nel 1602. Nel Novecento l’Appennino è stato un enorme campo di battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale e ne sono testimoni le numerose lapidi e le commemorazioni in onore dei partigiani che combattevano i nazifascisti.

Cinema e poesia

Attilio-BertolucciIl Mulino è stato luogo di passaggio di importanti personaggi della storia e della cultura italiana. Insieme ai registi Bernardo e Giuseppe Bertolucci (Novecento, L’ultimo imperatore, L’ultimo tango a Parigi, The Dreamers, Berlinguer ti voglio bene, etc…), questo luogo ha vantato la presenza di personaggi del calibro di Roberto Benigni, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani. Menzione ultima ma non meno importante merita il padre dei fratelli registi, Attilio Bertolucci, uno dei più importanti poeti del novecento, della cui conoscenza ci siamo lusingati ed ancora oggi emozionati.

 

 

 

 

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